La Castagna

Ciao a tutti!

Iniziamo questo nuovo percorso insieme parlando della castagna.

Chi non conosce le castagne? Lesse, caldarroste, secche, in farina... mille modi!

Chi di voi in questi giorni è "andato per castagne"?



Già il fatto di poter passare intere, lunghe giornate a raccoglierle e cucinarle insieme ai nostri amici e parenti più cari ci fa sentire le gioie dell'autunno: il calore del sole di settembre, il profumo del sottobosco, il benessere di una camminata insieme!

Le castagne, insieme alle loro foglie e al loro curiosissimo riccio ispido, indossano senza dubbio i colori del sole e della terra. Ci ricordano l'allegria del fuoco scoppiettante, di un bicchiere di buon vino e della nostra infanzia, quando i nonni ce le cuocevano sopra la mitica "stufa bianca economica".


Che si tratti di caldarroste, castagnaccio o pattona che dir si voglia, o marron glacè, il loro arrivo a tavola è sempre una gran festa!



La storia della castagna


Ma andiamo con ordine: il castagno non è certo una pianta giovane.

Infatti, il castagno è una pianta di origine antichissima, essendo tra le latifoglie che fecero la loro comparsa sulla Terra nel Cenozoico. La sua zona di diffusione originaria è molto estesa, comprendendo l'intero bacino del Mediterraneo e i litorali atlantici dell'Europa meridionale e dell'Africa settentrionale, l'arco alpino, l'Asia Minore e spingendosi fino a lambire il Mar Caspio.

La castagna è dunque presente nella dieta dell'uomo fin dalla preistoria e, in epoca storica, le sue virtù erano ben note e celebrate già dagli autori più antichi. Il greco Senofonte definì il castagno "l'albero del pane" e con il nome di "pane dei poveri": la castagna è stata per secoli la presenza più assidua sulla mensa delle famiglie contadine.

Prima della scoperta dell'America, quando in Europa non esistevano ancora le patate né il mais (materia prima della polenta), la castagna era infatti l'alimento che più di ogni altro preservava dalla fame e permetteva di superare i periodi di carestia.


Per oggi stop con le notizie storiche, parliamo di cibo!


Pattona o Castagnaccio



Io lo faccio così, secondo la ricetta della nonna Gina, che prevede una pattona sottile, senza pinoli e senza uvetta, solo farina di castagne, con latte, acqua e un filo di olio in superficie: resta molto croccante e poco pesante.


Farina di Castagna 500 gr.

Un bicchiere di Latte

Acqua tiepida (quanto basta)

Un cucchiaino di Sale


Il composto deve rimanere molto cremoso.

In forno a 180° per circa 30 minuti.



Allora tocca a voi!

Di dove siete? Che ricetta seguite?

Chi mette i pinoli? Chi l'uvetta?

C'è anche chi mette il rosmarino sulla superficie!


Possiamo condividere segreti e ricette.

Ognuno può provare la ricetta di un'altra!


Che ne dite?


E voi? Come fate la pattona o il castagnaccio?

Non dimenticatevi che le castagne hanno importanti proprietà cosmetiche: le scopriremo insieme strada facendo!





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