Il Bio non è più una mania da star

img_0336Cresce il mercato dei cosmetici naturali, ormai a quota dieci miliardi di dollari a livello globale con le italiane terze in classifica in Europa fra le acquirenti di creme e make up bio. «Bisogna essere belle dentro per essere belle fuori» dicevano le nostre nonne: oggi quell’adagio spirituale che invitava a curare l’anima assume nuove sfumature di significato e sembra alludere anche all’uso di cibi e cosmetici sani.

Sono sempre meno i consumatori disposti a chiudere un occhio sulla discutibilità di certi elementi, spesso inseriti in prodotti cari, certamente avvolti da un ottimo packaging, protetti da un brand altisonante, ma, dannosi, o inutili. Secondo l’ultimo rapporto presentato il 1° luglio a Expo dal Gruppo cosmetici erboristeria di Cosmetica Italia, il 25 % dei consumatori è attratto dai preparati bio, green e naturali. Quello che viene definito “il passaggio all’ecobio”, con maggiore o minore slancio estremista, semplicemente prevede l’orientamento dei propri consumi in termini di cosmesi e make up su prodotti da derivazione botanica biologica e naturale biodegradabili. Suona come una conversione, un processo irreversibile e contagioso, tanto più che il modello di sviluppo perseguito fino a oggi non è più sostenibile. Basta osservare i composti: creme con effettivi principi attivi, mascara senza alcol, smalti senza formaldeide, balsami con reale olio di Argan o Macadamia, tanto per fare qualche esempio. Non resta che testare i più adatti alle proprie esigenze e poi osservare gli esiti. Per tutti coloro che sono scottati dai salassi che impongono i grandi marchi, i prezzi sono accessibili a tutte le tasche.

La vera rivoluzione non è endogena, ma interna al mercato e la fa il consumatore: alla base di tutto c’è la consapevolezza, il senso di appartenenza ad una problematica, così com’è accaduto con il fenomeno “allergico” rispetto all’olio di palma o alla progressiva eliminazione delle buste di plastica non biodegradabili.